Turismo, cultura, eventi e sport
Turismo, sostenibilità e programmazione
Tempio ha tutte le carte in regola per diventare una destinazione più attrattiva, più organizzata e più viva durante tutto l’anno. Ma per farlo serve una regia vera, capace di mettere insieme ambiente, accoglienza, servizi, promozione, digitalizzazione e qualità della vita.
Per noi il turismo non deve essere una somma di iniziative scollegate o una scommessa limitata all’estate. Deve diventare una leva di sviluppo più seria, più coerente con l’identità del territorio e più capace di generare valore in modo diffuso e sostenibile.
Che idea di turismo avete per Tempio?
Abbiamo in mente un turismo più sostenibile, più organizzato e più coerente con l’identità del territorio. Non un turismo mordi e fuggi, ma una proposta capace di trattenere le persone più a lungo, valorizzare ciò che abbiamo e costruire un rapporto migliore tra risorse ambientali, accoglienza e qualità della vita dei residenti.
Che cosa significa concretamente lavorare in questa direzione?
Significa costruire una regia più forte tra amministrazione, operatori, associazioni, strutture ricettive, commercianti e attività del territorio. Vuol dire puntare sulla qualità più che sulla quantità, rafforzare i servizi, migliorare la promozione e rendere l’offerta più coordinata, continua e credibile.
Perché parlate di un turismo diverso da quello tradizionale?
Perché per noi Tempio non deve inseguire un modello legato solo al flusso estivo e costiero. Vogliamo una veste turistica di profilo differente, con particolare attenzione anche a chi sceglie la Sardegna da fuori, compresi i visitatori stranieri, e con una proposta non limitata alla sola stagione estiva.
Perché il tema della programmazione è così importante?
Perché il turismo non può essere una somma di iniziative sparse. Per diventare davvero una leva di sviluppo deve poggiare su visione, organizzazione, continuità e capacità di mettere in rete le risorse del territorio. Se manca programmazione, manca anche la possibilità di costruire un’offerta riconoscibile e competitiva.
In che modo turismo e qualità della vita possono stare insieme?
Per noi il turismo deve crescere in modo equilibrato, senza entrare in conflitto con l’identità della città e con la vita quotidiana di chi la abita. Un territorio più curato, più accogliente e meglio organizzato migliora sia l’esperienza di chi visita Tempio sia la qualità della vita dei residenti.
Che ruolo hanno promozione e digitalizzazione in questa strategia?
Un ruolo centrale. Promozione e digitalizzazione vanno curate molto meglio, attraverso la creazione di un brand unificato, una presenza più forte nelle fiere turistiche, l’uso di canali media regionali, nazionali e internazionali, la diffusione dell’offerta su portali web dedicati e app turistiche.
Avete previsto anche un rafforzamento dell’Ufficio Turistico?
Sì. Per noi lo IAT deve essere modernizzato, con orari più estesi e personale qualificato, perché l’accoglienza non può essere lasciata all’improvvisazione. Se una città vuole essere più attrattiva, deve anche saper informare meglio chi arriva e chi sta valutando di arrivare.
Perché insistete tanto sulla diversificazione dell’offerta?
Perché una destinazione cresce davvero quando offre più possibilità, più motivi per fermarsi e più esperienze coerenti con il proprio territorio. Per questo vogliamo costruire nuovi percorsi che rispettino la tradizione ma siano aperti anche all’innovazione, rendendo Tempio più interessante durante tutto l’anno.
Che cosa intendete per partecipazione nella programmazione turistica?
Intendiamo un tavolo di consultazione permanente tra amministrazione, operatori del settore alberghiero, commercianti e associazioni locali, per coordinare gli eventi e costruire un calendario unico, evitando sovrapposizioni e dispersioni. Il turismo non si costruisce bene se ogni realtà si muove da sola.
In che modo sport ed eventi possono aiutare davvero il territorio?
Per noi sport ed eventi non sono elementi separati dal turismo, ma una parte importante della sua crescita. Manifestazioni sportive, percorsi outdoor, iniziative legate alla bici, al trekking e alla fruizione del territorio possono attrarre visitatori, allungare la permanenza, valorizzare il Monte Limbara e generare movimento economico per strutture ricettive, attività commerciali e servizi locali.
Perché legare sport, eventi e turismo?
Perché un territorio cresce di più quando riesce a mettere in rete le proprie risorse. Sport, eventi e turismo possono diventare insieme una leva concreta di sviluppo, capace di portare persone, creare occasioni, rafforzare l’identità della città e generare benefici economici diffusi durante tutto l’anno.
Avete previsto qualcosa anche sul piano dell’impiantistica sportiva?
Sì. Prevediamo la riqualificazione degli impianti sportivi, il miglioramento della loro sicurezza ed efficienza energetica, la creazione o implementazione di aree fitness e percorsi ginnici, anche con spazi ad accesso libero. Per noi anche questo fa parte di una città più accogliente e più attrattiva.
E per quanto riguarda il rapporto con le associazioni sportive?
Anche qui la logica è quella della programmazione e della sinergia. Per questo proponiamo un Tavolo permanente dello sport, per coordinare meglio Comune e associazioni locali, pianificare eventi, gestire gli spazi in modo condiviso e valorizzare davvero il ruolo dello sport come leva economica e formativa.
Turismo, promozione e partecipazione culturale
Tempio può diventare un punto di riferimento vero per l’Alta Gallura, ma per farlo deve promuoversi meglio, raccontarsi con più forza e valorizzare in modo più coordinato la propria identità culturale, il proprio territorio e le energie che lo animano ogni giorno.
Per noi promuovere Tempio non significa solo fare comunicazione: significa costruire una proposta più riconoscibile, più moderna e più credibile, capace di tenere insieme turismo, cultura, accoglienza, partecipazione e immagine della città.
Che idea di promozione e turismo avete per Tempio?
Abbiamo in mente una città che punti sulla qualità, sulla riconoscibilità e su una proposta più forte durante tutto l’anno. Tempio deve valorizzare meglio la propria storia, la propria cultura e il proprio territorio, usando strumenti più moderni, una promozione più coordinata e una visione più chiara della propria identità.
Perché parlate di un turismo di qualità e non di quantità?
Perché vogliamo dare a Tempio una veste turistica diversa, più attenta alla qualità che ai numeri fine a se stessi. Il nostro obiettivo è puntare su un turismo non necessariamente legato solo al flusso estivo e costiero, capace di valorizzare l’interno, il patrimonio culturale, il paesaggio e la vita della città in modo più equilibrato.
Che cosa significa concretamente lavorare in questa direzione?
Significa migliorare la promozione, rafforzare la digitalizzazione, costruire un brand unificato più forte, rendere più efficiente l’accoglienza e dare alla città una proposta culturale e turistica più coordinata. Significa anche creare una collaborazione più stabile tra Comune, operatori, commercianti, associazioni e realtà locali.
Che ruolo hanno promozione e digitale in questo progetto?
Un ruolo centrale. Parliamo di una presenza più forte nelle fiere turistiche, dello sfruttamento di canali media regionali, nazionali e internazionali, della diffusione dell’offerta su portali web dedicati e app turistiche, e del rafforzamento complessivo della comunicazione della città. Tempio deve raccontarsi meglio e farlo in modo più professionale.
Avete previsto anche un miglioramento dell’accoglienza?
Sì. Per noi anche l’accoglienza va resa più moderna e più efficace. Per questo proponiamo di modernizzare l’Ufficio Informazioni Turistiche (IAT), con orari estesi e personale qualificato, perché l’accoglienza è parte integrante dell’immagine che una città offre di sé.
Perché la cultura ha un ruolo così importante in questo progetto?
Perché per noi la cultura è una parte profonda dell’identità della città. Può diventare un motore vero di coesione sociale, attrattività e sviluppo. Valorizzare la storia, i luoghi, le personalità e il patrimonio culturale di Tempio significa rafforzare il senso di appartenenza e rendere la città più interessante anche per chi la visita.
Che cosa proponete per rendere Tempio più attrattiva dal punto di vista culturale?
Proponiamo una linea precisa: più fruibilità, più accessibilità, più rete e più continuità. Parliamo della trasformazione della biblioteca in un hub sociale, della creazione di una rete museale unica più efficace, di agevolazioni culturali per giovani e fasce a basso reddito e di progetti culturali identitari capaci di dare più forza alla città.
In che senso la biblioteca deve diventare un hub sociale?
Nel senso di un luogo più vivo, più aperto e più connesso alla comunità. L’idea è incentivare le collaborazioni con scuole, librerie locali e biblioteca comunale, promuovere la lettura sin dall’infanzia e attivare anche un nuovo sistema di corsi comunali di musica, danza e teatro a prezzi agevolati.
Che cosa significa creare una rete museale più forte?
Significa far funzionare meglio quello che già esiste, rendendo l’offerta culturale più fruibile, più coordinata e più capace di raccontare davvero Tempio e il suo territorio. L’obiettivo è migliorare e potenziare nel tempo una proposta che oggi può diventare molto più attrattiva.
Quale ruolo ha la partecipazione in questo progetto?
Cultura e turismo non si costruiscono dall’alto, ma mettendo in rete idee, competenze, esperienze e relazioni. Per questo prevediamo anche un tavolo di consultazione permanente tra amministrazione, operatori del settore alberghiero, commercianti e associazioni locali, per coordinare meglio la proposta complessiva.
Perché è importante il rapporto con le associazioni?
Perché una città cresce davvero quando non lascia sole le realtà che la animano. Si parla di bandi annuali per sostenere associazioni culturali, compagnie teatrali e musicisti locali, di un miglior equilibrio tra patrocinio comunale e autofinanziamento e di una collaborazione più ordinata con tutto il comparto turistico e culturale.
Che cos’è l’Associazione di Eccellenza?
È un sistema pensato per aiutare chi organizza. L’idea è valorizzare l’associazione che ha più esperienza nella gestione degli eventi, facendone un punto di riferimento operativo per aiutare le altre realtà a orientarsi tra regole, pratiche e passaggi burocratici. Per noi promuovere la partecipazione significa anche semplificare e accompagnare.
Quanto conta la collaborazione con il territorio vicino?
Conta molto. Tempio non deve pensarsi isolata, ma come parte di un sistema più ampio. Una promozione più forte passa anche da una visione territoriale più coordinata, capace di dialogare con i Comuni vicini e con un contesto che condivide storia, lingua, paesaggio e identità.
Turismo, eventi e città viva tutto l’anno
Per Antonio Anfossi gli eventi sono una parte concreta della crescita di Tempio. Se una città vuole diventare più attrattiva, più viva e più centrale nel territorio, non può limitarsi a lasciare che le iniziative nascano in modo isolato o solo in alcuni momenti dell’anno.
Nel suo video Antonio parte da una convinzione semplice: Tempio ha già molto, ma deve imparare a valorizzarlo meglio. Ha una posizione privilegiata tra mare e montagna, un centro storico tra i più belli della Sardegna, una cultura radicata e manifestazioni forti. Il punto è trasformare tutto questo in una programmazione vera, più continua, più coordinata e più capace di generare valore per la città, per i commercianti e per tutto il territorio.
Che idea avete di Tempio dal punto di vista degli eventi?
Abbiamo in mente una città più viva, più organizzata e più capace di usare gli eventi come leva concreta di crescita. Per noi non basta fare appuntamenti sparsi o affidarsi solo a ciò che già esiste: serve una visione più ampia, capace di mettere insieme identità, spettacolo, cultura, turismo e qualità della vita.
Perché la programmazione è così importante?
Perché il problema non è solo fare eventi, ma come farli e quando distribuirli. Nel programma diciamo con chiarezza che l’obiettivo non deve essere “fare più eventi”, ma costruire un palinsesto annuale strutturato, capace di distribuire iniziative lungo tutto il calendario e su tutto il territorio, anche nei mesi di spalla, in autunno e in inverno.
Che cosa significa concretamente creare una città più viva tutto l’anno?
Significa non concentrare tutto in pochi momenti già consolidati. Vuol dire programmare occasioni anche quando il flusso turistico è più basso, così da rendere Tempio più dinamica e creare movimento per attività, servizi, ristorazione, commercio e strutture ricettive. Una città viva tutto l’anno è una città che offre più motivi per esserci, per tornare e per restare.
Che tipo di eventi volete organizzare?
Parliamo di eventi periodici come teatro all’aperto, cinema estivo, festival musicali, ma anche di una valorizzazione più forte di sagre, rievocazioni storiche e festival di buskers. L’idea è animare non solo il centro storico, ma anche le piazze, le frazioni e le periferie, contrastando l’isolamento e distribuendo meglio le occasioni sul territorio.
Perché insistete tanto sul decentramento delle attività?
Perché una città non vive davvero se lascia tutto concentrato solo in un punto. Per noi è importante portare attività culturali e iniziative anche nelle frazioni, nei quartieri e nelle zone più marginali, in modo da allargare la partecipazione e rendere l’offerta più diffusa e più vicina alle persone.
Avete previsto qualcosa anche per i giovani?
Sì. Bisogna organizzare eventi capaci di raccogliere e soddisfare anche le esigenze di un pubblico giovane, attraverso spettacoli e forme di intrattenimento più aperte all’innovazione e alla modernità. Una città più attrattiva deve saper parlare anche alle nuove generazioni, con linguaggi e occasioni adatte a loro.
Quale ruolo può avere il Carnevale in questa visione?
Un ruolo centrale. Per Antonio il Carnevale è una manifestazione identitaria fortissima, ma non deve restare circoscritto solo ai giorni che già conosciamo. Va rafforzato con eventi collaterali prima e dopo, con una macchina organizzativa più solida, più dialogante e più capace di creare indotto per tutta la città.
Che cosa proponete concretamente per il Carnevale?
La proposta carnevalesca deve crescere attraverso:
– una razionalizzazione della macchina organizzativa
– un maggiore dialogo con le associazioni coinvolte, in particolare con l’Associazione Carrascialai
– un calendario di attività collaterali realmente realizzabili
– il sostegno alla creazione di scuole e reti di cartapestai e operatori di sartoria
– una migliore organizzazione delle sale da ballo
– la valutazione della nascita di una Fondazione del Carnevale di Tempio
L’obiettivo è rendere questa manifestazione più forte, più autosufficiente e più capace di generare lavoro, competenze e continuità.
Perché parlate anche di scuole di cartapestai e operatori di sartoria?
Perché per noi il Carnevale non deve essere solo un evento da consumare, ma anche una filiera da rafforzare.
Incentivare scuole e reti di cartapestai e operatori di sartoria significa rendere la macchina organizzativa più autosufficiente, abbattere i costi, valorizzare competenze locali e, dove possibile, creare anche nuove opportunità di lavoro.
Che cosa intendete quando parlate di una migliore organizzazione delle sale da ballo?
Intendiamo un’organizzazione più ordinata, più equilibrata e più attenta alle diverse fasce d’età, ma anche alla salute e alla quiete dei cittadini. Anche questo fa parte di una gestione più seria degli eventi: valorizzare il divertimento senza scaricare problemi sulla città.
Perché proponete una Fondazione del Carnevale di Tempio?
Perché potrebbe diventare uno strumento stabile di coordinamento, promozione e valorizzazione della principale manifestazione identitaria della città. Una fondazione potrebbe mettere in rete Comune, associazioni, carrascialai, cartapestai, scuole, operatori culturali, commercianti e sponsor privati, dando più continuità e più forza organizzativa al Carnevale.
Perché nel programma citate anche Fabrizio De André?
Perché per noi la figura di Fabrizio De André può diventare un riferimento importante per costruire un cartellone estivo più coerente, fatto di eventi e manifestazioni collegate da un filo culturale riconoscibile. L’idea è mantenere l’autonomia organizzativa dei singoli appuntamenti, ma inserirli dentro un percorso più unitario e più forte.
Avete pensato anche a un’offerta turistica legata agli eventi?
Sì. Parliamo di itinerari tematici che integrino archeologia, paesaggio e cultura immateriale, per attrarre un turismo culturale più qualificato e contribuire alla destagionalizzazione delle presenze. Gli eventi, quindi, non devono restare chiusi in se stessi, ma dialogare con il territorio e con l’offerta turistica complessiva.
Che ruolo ha il coordinamento in tutto questo?
Un ruolo fondamentale. Antonio insiste molto su questo punto: serve un rapporto vero tra Comune, commercianti, esercenti, associazioni e operatori del territorio. Per noi questo significa costruire un metodo di lavoro più stabile, basato su confronto, collaborazione, semplificazione burocratica e capacità di programmare insieme.
Qual è il messaggio finale?
Queste non sono idee astratte, ma esigenze reali che emergono ogni giorno dal confronto con imprenditori, operatori e cittadini. Tempio può tornare a essere una città più viva, più attrattiva e più centrale, ma servono programmazione, serietà e collaborazione. Solo così gli eventi possono diventare davvero una leva di crescita per tutta la città.
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