Famiglie, sociale, scuola e giovani
Politiche per scuola, famiglie, giovani e associazioni
Se pensiamo a Tempio, pensiamo subito alla sua bellezza, alle sue tradizioni, alla sua cultura. Ma pensiamo anche a una comunità che oggi fa sempre più fatica nel quotidiano: famiglie che cercano servizi più solidi, genitori che devono conciliare lavoro e cura, ragazzi che chiedono più ascolto, più opportunità e più spazio per sentirsi parte viva della città.
Per noi scuola, famiglie, giovani e associazioni sono una parte centrale dell’idea di città che vogliamo costruire. Per questo, accanto a una riflessione più umana e sociale sul presente di Tempio, proponiamo anche un insieme di misure concrete e operative: servizi educativi più forti, più attenzione ai tempi della vita quotidiana, più strumenti per i giovani, una scuola più aperta alla comunità e un rapporto più serio e stabile con il tessuto associativo.
Perché per voi scuola, famiglie, giovani e associazioni sono un tema così importante?
Perché se pensiamo a Tempio non possiamo fermarci solo alla sua identità storica, culturale o paesaggistica. Dobbiamo pensare anche a come si vive davvero ogni giorno dentro questa città. Pensiamo alle famiglie, ai genitori, alle madri lavoratrici, ai ragazzi, ai bambini. Pensiamo a chi cerca servizi più presenti, più opportunità, più sostegno concreto.
Qual è la vostra linea di fondo su questo tema?
La nostra linea è chiara: il benessere sociale non si costruisce con assistenzialismo generico, ma con azioni concrete e misurabili. Questo significa investire nelle persone, nelle relazioni e nei servizi che aiutano davvero la vita quotidiana. Significa sostenere famiglie, giovani, scuola e comunità con una visione più strutturata e più attenta ai bisogni reali.
Che cosa volete fare concretamente per le famiglie?
Per noi sostenere le famiglie significa prima di tutto ascoltarle e comprendere meglio i loro bisogni. Vuol dire lavorare per una città più vivibile e più compatibile con la vita reale delle persone. Le priorità sono chiare: più attenzione ai servizi per l’infanzia, aumento dei posti disponibili, maggiore flessibilità di orari e copertura, impegno per ridurre le rette e più supporto concreto a chi ogni giorno tiene insieme lavoro, figli e organizzazione familiare.
Perché insistete così tanto sui servizi per l’infanzia?
Perché investire nell’infanzia significa aiutare i bambini, ma anche sostenere concretamente le famiglie. Asilo nido, scuola dell’infanzia, qualità educativa, spazi adeguati e servizi più accessibili sono una parte decisiva della qualità della vita di una comunità.
Che cosa proponete sul tema delle pari opportunità e del sostegno?
Vogliamo attivare uno sportello dedicato ai servizi per le pari opportunità, che possa offrire orientamento e supporto concreto. Pensiamo a uno strumento utile per facilitare l’accesso a bonus, contributi e servizi sociali, aiutare nella costruzione di un progetto professionale e dare indicazioni pratiche a future e neo mamme su nido, congedi, consultorio, pediatra e strumenti utili per conciliare meglio tempi di vita e tempi di lavoro.
Che cosa intendete quando parlate di “politiche dei tempi”?
Intendiamo un insieme di azioni che aiutino davvero la vita quotidiana delle persone. Significa armonizzare meglio gli orari dei servizi pubblici con quelli del lavoro, rafforzare i servizi informatizzati e connessi, sostenere la mobilità e migliorare l’organizzazione complessiva della città. In sostanza: rendere Tempio più facile da vivere ogni giorno.
Nel discorso di Anna torna molto il tema dei giovani. Perché?
Perché i giovani non devono essere considerati spettatori della città, ma parte viva della comunità. E oggi la domanda da porsi è semplice: stiamo offrendo abbastanza possibilità ai nostri ragazzi? Per noi bisogna fare di più, sia dentro sia fuori la scuola. Dobbiamo dare più spazio a cultura, arte, teatro, musica, sport, attività extrascolastiche e occasioni reali di partecipazione.
Che cosa proponete concretamente per i giovani?
Le proposte sono precise: rafforzare la Consulta dei Giovani, creare uno spazio multifunzionale dove incontrarsi, studiare e sviluppare progetti, offrire orientamento su formazione, lavoro e burocrazia e attivare politiche di inclusione per i NEET, cioè quei giovani che oggi non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione.
Perché dite che spesso i giovani non sono disinteressati, ma esclusi?
Perché molte volte si sente dire che le nuove generazioni non hanno voglia di collaborare o non hanno più interesse per nulla. Noi non la vediamo così. Pensiamo piuttosto che spesso si sentano escluse dalla comunità e dalla società. Per questo la risposta non può essere il giudizio, ma il coinvolgimento.
Che ruolo ha la scuola nella vostra visione?
La scuola ha un ruolo centrale. Non deve essere vista solo come un luogo di istruzione, ma come un presidio fondamentale della comunità. Deve poter offrire più opportunità, più relazioni con il territorio e più occasioni di crescita anche oltre l’orario scolastico. Pensiamo a laboratori, corsi, conferenze, momenti di aggregazione e a una scuola che possa diventare un punto di riferimento più forte per tutta la città.
Avete previsto strumenti concreti anche su questo fronte?
Sì. Proponiamo la creazione di un protocollo d’intesa tra il Comune e un istituto scolastico cittadino per garantire l’apertura serale dell’attività scolastica, così da offrire occasioni di apprendimento, incontro e formazione per tutte le età. Vogliamo inoltre mantenere e migliorare le infrastrutture e le risorse dedicate all’infanzia, favorire la digitalizzazione nella scuola primaria e rafforzare la relazione tra scuola e territorio.
Che cosa intendete quando parlate di “più connessioni educative e culturali”?
Vogliamo rafforzare il rapporto tra scuole, biblioteca, librerie, associazioni e realtà culturali del territorio. Vogliamo anche rendere più durature e più utili le relazioni con l’Università di Sassari e con l’Istituto Euromediterraneo di Tempio Pausania, e attivare una piattaforma online che permetta ai cittadini di conoscere meglio l’offerta formativa e culturale presente sul territorio.
Anna insiste molto anche sul ruolo delle associazioni. Perché?
Perché le associazioni sono una parte viva del territorio. A Tempio esistono realtà che portano avanti sport, cultura, spettacolo, tradizioni, carnevale, partecipazione. Molte volte vengono percepite solo come realtà di volontariato o di beneficenza, ma in realtà abbracciano un campo molto più ampio e rappresentano una forza concreta per la comunità.
Che cosa proponete nel rapporto con le associazioni?
Proponiamo un rapporto più serio, più stabile e più attivo. Le associazioni devono essere riconosciute come parte integrante della vita della città, sostenute meglio e coinvolte di più. Per noi è importante anche una distribuzione più equa delle risorse, perché anche la realtà più piccola può contribuire in modo concreto alla crescita della comunità.
Qual è l’obiettivo finale su questo tema?
L’obiettivo è far crescere Tempio concretamente coinvolgendo giovani, famiglie, scuole, enti locali e associazioni. Vogliamo una città che sostenga meglio chi educa, chi cresce, chi tiene insieme famiglia e lavoro e chi costruisce comunità ogni giorno.
Perché il futuro non si improvvisa: si costruisce così, insieme.
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