Città, territorio e qualità urbana
Viabilità esterna, locale e provinciale
Collegare meglio Tempio per far crescere davvero il territorio
La viabilità non è un tema tecnico da lasciare ai margini. È una questione che incide direttamente sulla vita quotidiana delle persone, sui tempi di spostamento, sulla sicurezza, sul lavoro, sul turismo e sulla capacità di un territorio di attrarre residenti, investimenti e nuove opportunità.
Nel video, Andrea Biancareddu individua nella Tempio-Olbia una delle priorità politiche più importanti per il futuro della città. Ma il tema non riguarda solo quella direttrice: riguarda più in generale il modo in cui Tempio deve tornare a stare dentro una rete di collegamenti più moderna, più funzionale e più coerente con il ruolo che questa città deve avere nel territorio.
Per noi non basta dire che le strade servono. Bisogna dire quali, come, e soprattutto con quale metodo politico portarle avanti.
Perché mettete la viabilità esterna tra le priorità strategiche?Perché Tempio ha una posizione geografica forte, ma continua a essere penalizzata da una rete viaria obsoleta, insufficiente e inadeguata. Se una città vuole uscire davvero dall’isolamento, non può accettare collegamenti lenti, incompleti o rimasti fermi per anni. La viabilità esterna è una condizione concreta di sviluppo.
Perché Andrea Biancareddu insiste tanto sulla Tempio-Olbia?Perché la Tempio-Olbia non è un collegamento strategico che incide sul lavoro, sui servizi, sulla mobilità quotidiana e sulla capacità di Tempio di restare competitiva. Nel video Andrea pone una domanda semplice ma pesante: perché un’opera così importante è rimasta bloccata per così tanto tempo? Per noi questa è una priorità politica vera.
Qual è la vostra proposta concreta sulla Tempio-Olbia?
Nel programma parliamo della rettifica per lotti della strada esistente, in modo da rendere il percorso più adeguato e più funzionale, con il beneficio accessorio per Tempio di una nuova circonvallazione tra bivio Aggius e bivio Luras. L’idea è affrontare il tema in modo realistico e operativo, non aspettando una soluzione astratta e lontana, ma lavorando su un’impostazione concreta e pianificata.
Che cosa significa affrontare questo tema in modo politico e non solo tecnico?
Significa capire che Tempio da sola non basta. La creazione di una rete viaria moderna non può essere affrontata dentro le dinamiche ristrette del singolo comune. Serve coinvolgere in modo attivo tutti i centri del territorio, dentro una logica di concertazione e unione di intenti. È esattamente il punto politico che Andrea sottolinea anche nel video.
Perché parlate anche della direttrice Tempio-Santa Teresa-Palau?Perché Tempio non deve essere collegata meglio in una sola direzione. Nel programma è previsto di proseguire nella finalizzazione del progetto già approvato per la strada Tempio Pausania-Santa Teresa. Anche questa direttrice è strategica, sia per la mobilità del territorio sia per il rapporto con il mare, con il turismo e con i flussi economici.
Che cosa intendete fare sulla viabilità verso Sassari?
Il tratto della loc. La Fumosa è per noi un nodo che non può essere lasciato fermo dopo finanziamenti perduti e rinvii continui. L’obiettivo è lavorare, per quanto possibile, al recupero di quel finanziamento e riportare il tema dentro una pianificazione seria.
Perché parlate di viabilità provinciale e non solo comunale?
Perché i collegamenti non si fermano ai confini amministrativi di Tempio. La viabilità esterna riguarda tutto il territorio provinciale e condiziona i rapporti con la Gallura, con la costa, con Sassari e con gli altri centri interni. Se si vuole costruire una rete viaria funzionale bisogna ragionare in una scala più ampia.
Quindi qual è il metodo che proponete?
Il metodo è questo: uscire dalla logica del singolo comune, aprire tavoli di lavoro veri con gli altri enti, affrontare le opere dentro una pianificazione sottoposta a studi tecnici e portare avanti le priorità con una pressione politica forte, costante e condivisa. Non basta denunciare i ritardi. Bisogna costruire le condizioni per superarli.
Perché la viabilità incide così tanto anche sullo sviluppo economico?
Perché le infrastrutture cambiano davvero il destino dei territori. Collegamenti migliori significano più facilità negli spostamenti, più attrattività per chi vuole vivere o investire, più forza per le imprese, più competitività per il commercio e più possibilità di crescita per il turismo. Una città male collegata parte svantaggiata. Una città meglio collegata può tornare a essere centrale.
In che senso dite che Tempio deve tornare a guardare verso il mare?
Dopo il risanamento interno, bisogna rivolgersi verso l’esterno, in ogni direzione ma principalmente verso il mare. Questo significa rendere finalmente idonee le direttrici verso Olbia e Santa Teresa/Palau, cioè i collegamenti che più incidono oggi sulla mobilità reale delle persone e sulle opportunità del territorio.
Qual è il messaggio finale su questo tema?
Che la viabilità esterna non può più essere rimandata. Tempio ha bisogno di collegamenti più adeguati, più moderni e più sicuri. E ha bisogno di una politica che smetta di galleggiare su questi temi e inizi a portarli avanti con metodo, alleanze territoriali e obiettivi concreti.
Mobilità e viabilità urbana
La mobilità non è un tema tecnico separato dalla vita quotidiana della città. Riguarda la sicurezza, il decoro urbano, l’accessibilità, la qualità dello spazio pubblico e il modo in cui Tempio viene vissuta ogni giorno da residenti, lavoratori, famiglie e visitatori. Per affrontarla seriamente bisogna partire dalla struttura reale della città: dal centro storico, dalle strade strette, dagli ingressi urbani, dalle criticità della circonvallazione, dalla gestione della sosta, dalla rete rurale e dai percorsi ciclopedonali ancora frammentati. L’obiettivo è costruire una mobilità più ordinata, più sicura e più coerente con il territorio.
Oggi Tempio ha una viabilità davvero adeguata ai bisogni della città?
La viabilità tempiese presenta criticità evidenti: traffico concentrato in assi sensibili, gestione non sempre efficace dei parcheggi, percorrenze pedonali e ciclopedonali frammentate, difficoltà di accesso in alcune zone del centro storico e una rete rurale che in molti tratti necessita di una revisione funzionale. Riorganizzare la viabilità non significa solo circolare meglio, ma organizzare in modo più razionale gli spostamenti urbani ed extraurbani.
Perché bisogna partire dal centro storico?
Perché Tempio non è una città costruita tutta allo stesso modo. Il centro storico ha caratteristiche particolari: strade molto strette, in diversi casi prive di marciapiedi, spazi limitati e una struttura urbana delicata che impone attenzione e scelte coerenti. In queste zone la viabilità non può essere affrontata in modo superficiale, ma deve tenere insieme sicurezza dei pedoni, regolazione della circolazione, sosta, accessibilità e vivibilità quotidiana.
Che cosa significa intervenire sul centro storico in modo concreto?
Significa migliorare la circolazione nelle zone più delicate, aumentare la sicurezza dei pedoni, recuperare spazi e organizzare meglio la sosta. In passato alcuni interventi di regolazione del traffico hanno consentito di ridurre situazioni caotiche, recuperare spazi liberi e migliorare le condizioni di sicurezza. Su questa linea bisogna continuare, con una revisione puntuale delle aree pedonali, una gestione più ordinata dei parcheggi, maggiore attenzione alla sosta dei residenti e percorsi più sicuri per persone disabili o comunque fragili.
Che ruolo hanno parcheggi e aree di sosta nel vostro ragionamento?
Hanno un ruolo centrale, perché la viabilità non riguarda solo il transito dei veicoli, ma anche la possibilità concreta di trovare spazi adeguati per la sosta. Chi vive una città o la raggiunge per lavorare, acquistare servizi o frequentare il centro ha bisogno di un sistema meglio organizzato. Per questo bisogna ragionare seriamente su parcheggi e aree di sosta, soprattutto nelle zone più sensibili e in prossimità del centro storico.
Qual è il nodo principale su cui bisogna intervenire?
Uno dei nodi principali è il carico di traffico che grava sull’attuale ex SS 127 che attraversa l’abitato, lungo l’asse via Italia Unita – circonvallazione San Giuseppe, San Sebastiano, San Francesco – via Olbia. Questa pressione rende più fragile la qualità della vita urbana, aumenta i rischi per la circolazione interna e penalizza la vivibilità delle zone attraversate. Per questo bisogna iniziare a ragionare su una redistribuzione dei flussi con una prospettiva esterna al centro abitato.
Che cosa proponete sull’attuale circonvallazione urbana?
Proponiamo di allontanare il traffico privato su gomma dall’attuale asse che attraversa la città, sostituendolo progressivamente con un sistema viario alternativo più efficiente, dislocato all’esterno dell’abitato, una nuova circonvallazione che coinvolga le direttrici Sassari, Palau e Olbia. Lo spostamento del traffico fuori dall’abitato migliorerebbe la qualità della vita dei cittadini, la sicurezza della viabilità pedonale e veicolare interna e renderebbe la città più sicura e più fruibile.
Nel video Franco richiama anche il tema degli ingressi urbani. Perché?
Perché anche gli ingressi alla città fanno parte della qualità urbana. Le ex strade statali, passate al demanio comunale, oggi in diversi casi non offrono un’immagine ordinata e adeguata di Tempio. Strade poco curate, bordi strada irrisolti, segnaletica non sempre efficace e spazi non valorizzati incidono sul decoro e sulla percezione generale della città. Intervenire sugli accessi urbani significa lavorare anche su alberature, fioriture, spazi pedonali dove possibile e sistemazioni coerenti con la sicurezza e con il transito degli utenti della strada.
C’è anche un punto critico specifico sulla circolazione urbana?
Sì. Un nodo particolarmente delicato è l’incrocio tra circonvallazione San Francesco, via Olbia e via Settembrini. È uno di quei punti in cui la circolazione va disciplinata meglio per garantire maggiore sicurezza e fluidità. Tra le soluzioni da valutare in modo serio c’è l’ipotesi di una mini rotatoria, che potrebbe contribuire a far defluire il traffico in modo più ordinato, evitando criticità che altri sistemi, come quello semaforico, non hanno risolto in modo efficace.
Qual è la direzione tecnica che proponete?
La direzione tecnica è duplice. Da una parte, riorganizzare la mobilità urbana: centro storico, aree pedonali, parcheggi, accessibilità, sicurezza e percorsi leggibili. Dall’altra, completare una rete di mobilità lenta e di collegamento che oggi è ancora frammentata. Il progetto di “Tempio città ciclopedonabile” va letto in questo senso: non come un elemento accessorio, ma come una vera infrastruttura urbana utile.
Che cosa significa concretamente “Tempio città ciclopedonabile”?Significa completare e rendere davvero funzionali i collegamenti ciclopedonali della città, partendo dai tratti già esistenti e sviluppando un nuovo percorso utile e concretamente realizzabile.
Il programma prevede la realizzazione di un nuovo collegamento che unisca il tratto attualmente esistente in viale Togliatti con la località li tre Funtani, per proseguire da un lato fino all’intersezione con la SS 392 e dall’altro interessare tutta la zona industriale, dove potrà essere creato un anello.
Questo intervento consentirebbe di dare una nuova veste urbanistica alla ZIR, di riordinare la viabilità di tutta la zona di Milizzana e di creare al tempo stesso un accesso ciclopedonale diretto dal centro abitato al Monte Limbara
Che importanza ha la zona di Milizzana in questo disegno?
Milizzana rientra pienamente in una visione più ampia della mobilità urbana e territoriale. Non è un’area da considerare marginale, ma uno snodo che può essere riordinato e valorizzato proprio attraverso il completamento della rete ciclopedonale, il miglioramento della viabilità locale e una maggiore coerenza nei collegamenti verso la zona industriale e verso il Limbara. Intervenire su Milizzana significa migliorare non solo la percorrenza, ma anche l’uso complessivo dello spazio urbano e di accesso al territorio.
Che ruolo ha invece la viabilità rurale?
La viabilità rurale va affrontata con un criterio diverso da quello urbano. Deve servire prima di tutto residenti, attività agricole e accesso ai fondi, ma può anche sostenere una fruizione ordinata del territorio per trekking, MTB e percorsi equestri. Il punto è evitare interventi impropri, uso indiscriminato di cemento o bitume e adottare invece un approccio conservativo, coerente con il paesaggio e con la funzione reale delle strade.
Perché insistete anche sulla manutenzione delle strade?
Perché la manutenzione è un punto essenziale della sicurezza urbana. Oggi molte strade sono trascurate e, in alcuni casi, creano veri e propri pericoli per la circolazione. Inoltre, quando sulle carreggiate intervengono aziende erogatrici di servizi pubblici, non basta accettare il disagio dei lavori: servono controlli veri durante l’esecuzione, verifiche sui ripristini e applicazione delle regole quando i lavori non vengono eseguiti a norma. Questo significa tutelare davvero gli interessi dei cittadini.
Che cosa dite sulle barriere architettoniche?
Diciamo una cosa semplice ma decisiva, una mobilità moderna deve tener conto delle persone fragili, dei disabili, degli anziani e di tutti coloro che vivono difficoltà negli spostamenti quotidiani. Per questo l’eliminazione reale delle barriere architettoniche, in particolare nel centro storico e negli spazi pubblici più frequentati, deve diventare una priorità concreta.
Che cosa cambierebbe, in concreto, con questo approccio?Cambierebbe l’efficienza complessiva della mobilità cittadina: meno pressione nelle zone più delicate, più chiarezza nella circolazione, maggiore sicurezza per pedoni e soggetti fragili, migliore uso dello spazio pubblico e una rete viaria più coerente con la struttura reale della città e del territorio.
Vogliamo lavorare per una città più sicura e più accessibile: è questo l’impegno concreto che vogliamo assumerci con Tempio.
Città Accessibile, Riqualificazione Urbana e Qualità della Vita
Una città non è davvero vivibile se non è utilizzabile da tutti. Tempio deve essere pensata non soltanto per chi si muove senza difficoltà, ma anche per chi ogni giorno incontra ostacoli che spesso restano invisibili: persone con disabilità o difficoltà motorie, anziani, famiglie con bambini piccoli, cittadini fragili, residenti dei quartieri, delle frazioni e delle aree più sensibili del territorio.
Nel nostro piano operativo, questo tema si collega alla cura degli spazi pubblici, alla riqualificazione urbana, al decoro, alla manutenzione, alla viabilità, alla sicurezza dei percorsi pedonali, alla fruibilità delle aree verdi, dei parcheggi, delle pavimentazioni, degli accessi e degli spazi comuni. L’obiettivo è costruire una città capace di ascoltare chi la vive ogni giorno e di intervenire sulle criticità reali, anche attraverso strumenti di partecipazione come i Comitati di Quartiere.
Tempio deve crescere nella sua interezza: centro storico, rioni, frazioni, zona industriale e aree rurali.
Perché l’accessibilità è un tema così importante?
Perché una città può sembrare uguale per tutti, ma non lo è.
Non lo è per chi ha una difficoltà motoria, per chi è anziano, per chi accompagna un bambino in passeggino, per chi vive una condizione di fragilità o per chi ogni giorno trova ostacoli che altri nemmeno notano.
L’accessibilità è il modo in cui una città riconosce il diritto di ogni persona a muoversi, partecipare e vivere gli spazi pubblici con dignità.
Che cosa significa rendere Tempio più accessibile?
Significa anche affrontare seriamente il tema delle barriere architettoniche e costruire percorsi più sicuri per le persone disabili o fragili.
Accessibilità e qualità della vita sono collegate?
Sì, in modo diretto. La qualità della vita non dipende solo dai grandi servizi, ma anche dalla possibilità di uscire di casa, camminare in sicurezza, raggiungere un ufficio, attraversare una strada, accompagnare un bambino, sostare in un’area pubblica, vivere una piazza o un quartiere senza ostacoli inutili.
Che cosa intendete per riqualificazione urbana?
Per noi riqualificazione urbana non significa soltanto abbellire. Significa intervenire con criterio sugli spazi della città, migliorare la funzionalità degli spazi, non solo la loro immagine. Una città curata è più bella, ma soprattutto è più sicura, più ordinata e più vivibile.
Perché sono importanti le pavimentazioni e i percorsi pedonali?Perché sono una delle prime condizioni della vivibilità quotidiana.
Una pavimentazione sconnessa, un marciapiede difficile, un attraversamento poco sicuro o un percorso interrotto possono diventare un problema enorme.
Il tema riguarda solo il centro storico?
No. Parliamo chiaramente della necessità di intervenire non solo sul centro abitato, ma anche sulle frazioni, sulla Zona Industriale Alta Gallura e sulle aree del territorio comunale. Tempio non può essere pensata a pezzi. Centro, rioni, frazioni, zona industriale e aree rurali fanno parte della stessa comunità.
Che ruolo hanno i Comitati di Quartiere?
I Comitati di Quartiere sono uno strumento fondamentale per avvicinare amministrazione e cittadini. La loro funzione sarà consultiva e propositiva: non sostituiranno l’amministrazione, ma potranno aiutare a far emergere problemi, esigenze e priorità concrete nei diversi rioni, nelle frazioni, nella zona industriale e nelle aree rurali. Chi vive ogni giorno un quartiere conosce spesso meglio di chiunque altro le sue criticità. Per questo l’ascolto dei cittadini deve diventare parte del metodo amministrativo.
Che cosa significa migliorare la viabilità per persone disabili o fragili?
Significa creare percorsi sicuri, continui e realmente utilizzabili. Prevediamo di realizzare un sistema di viabilità efficace per la circolazione di soggetti disabili o comunque fragili nel centro urbano.
Perché il verde pubblico rientra in questo tema?
Aree verdi, parchi gioco e spazi pubblici curati migliorano il benessere delle persone, rendono più vivibili i quartieri e contribuiscono alla qualità complessiva della città. Una Tempio più verde, più ordinata e più consapevole delle proprie potenzialità è anche una città più accogliente per residenti, famiglie, anziani, giovani e nuovi cittadini.
Qual è l’obiettivo finale?
Una città bella non basta. Deve essere anche funzionale, fruibile, inclusiva e capace di ascoltare chi la vive ogni giorno.
Urbanistica, governo del territorio, ambiente e difesa del paesaggio
Governare il territorio non significa solo costruire o modificare spazi. Significa decidere quale idea di città vogliamo per il presente e per il futuro, rispettando identità, paesaggio, qualità della vita e funzione residenziale. Per noi Tempio deve crescere con più equilibrio e una visione più chiara.
Che idea di territorio avete in mente?
Abbiamo in mente una città che cresca senza snaturarsi, rispettando il suo paesaggio, la sua identità e la qualità della vita di chi la vive. Per noi governare il territorio significa tutelare ciò che rende Tempio unica e fare scelte che migliorino davvero il rapporto tra abitato, spazi pubblici, ambiente e vivibilità.
Che cosa significa, concretamente, governare meglio il territorio?Significa lavorare con più trasparenza e più attenzione alla qualità urbana. Vuol dire rivedere gli strumenti urbanistici esistenti, come il PUC e il PPCS, per fare in modo che valorizzino davvero il territorio, l’intero abitato e il patrimonio edilizio esistente, favorendo anche investimenti immobiliari coerenti con il contesto tempiese.
Qual è il principio che guida questa proposta?
Il principio che ci guida è semplice: costruire sul costruito. Per noi il territorio non si sfrutta, si governa con responsabilità. Questo significa tutela del paesaggio, rispetto dell’ambiente, qualità dell’abitare, salvaguardia della funzione residenziale e attenzione concreta a ciò che rende Tempio riconoscibile e vivibile.
Come si traduce questa visione sul piano operativo?
Si traduce in scelte precise: più spazi verdi, aree pedonali, mobilità sostenibile, aree pubbliche meglio distribuite e più fruibili, strutture di aggregazione aperte alla collettività e una città più attenta alla qualità urbana nel suo insieme.
Avete previsto interventi concreti su frazioni, verde e patrimonio pubblico?
Sì. Nel programma parliamo chiaramente di riqualificazione urbana e manutenzione ordinaria e straordinaria delle tre frazioni e della Zona Industriale Alta Gallura, dell’aggiornamento della mappatura del verde urbano, della valorizzazione dei parchi esistenti e di un intervento sul bosco ex Villa Lissia.
Parliamo anche di una gestione più utile e più aderente ai bisogni reali degli immobili comunali, da destinare anche a turismo, politiche giovanili e sociali, con l’idea di riadattare strutture esistenti o creare una struttura polifunzionale.
Che cosa proponete sul tema dell’abitare?
Proponiamo di studiare e incentivare anche progetti di cohousing, con una logica intergenerazionale e sociale. L’idea è offrire soluzioni più sostenibili per giovani, studenti fuori sede, anziani autosufficienti e famiglie, riducendo costi e solitudine e costruendo spazi comuni più vivi.
Che ruolo ha il Monte Limbara in questa visione?
Il Sistema Monte Limbara è una parte centrale della nostra idea di territorio. Per noi va salvaguardato e reso più fruibile, con un sistema di accesso diretto dal centro urbano, il recupero della viabilità interna e il ripristino dei cosiddetti bottini, cioè della conduttura idrica comunale che dal Monte arriva all’abitato.
Perché oggi è così importante parlare di difesa del paesaggio? Riteniamo importante contrastare l’estensione indiscriminata di impianti fotovoltaici ed eolici nell’agro comunale, soprattutto nei contesti di maggiore valore paesaggistico. La transizione energetica è importante, ma non può trasformarsi in un danno per il paesaggio e per la vocazione futura del territorio.
Qual è quindi la vostra posizione su fotovoltaico ed eolico?
Non siamo contrari alle energie rinnovabili. Il punto è scegliere dove e come realizzarle, senza compromettere il paesaggio, il patrimonio naturale e l’equilibrio del territorio.
Ci sono altri elementi identitari che volete valorizzare?
Sì. Per noi è importante anche dare seguito e compimento alle opere di restauro già finanziate per il sito del Nuraghe Majori, che rappresenta una risorsa culturale e identitaria importante per Tempio e per il territorio.
Avete previsto qualcosa anche sul tema del benessere animale?C’è l’impegno ad aggiornare e migliorare il Regolamento comunale per il benessere e la tutela degli animali, intervenendo anche sulla gestione del Canile Comunale, sul censimento e la corretta gestione delle colonie feline e sul rispetto del decoro urbano con strumenti concreti e campagne di sensibilizzazione.
Qual è l’obiettivo finale?
Vogliamo un territorio più curato, più rispettato e più capace di creare valore, senza perdere ciò che rende Tempio e il suo paesaggio così riconoscibili.
Riqualificazione urbana, centro storico, parcheggi e qualità della città
Tempio non è solo una città da raccontare: è una città da curare, vivere e rispettare ogni giorno. Per UniAmo Tempio, riqualificazione urbana significa intervenire con serietà su tutto ciò che incide davvero sulla qualità della vita: centro storico, parcheggi, spazi pubblici, verde, arredo urbano, manutenzione e decoro complessivo della città.
Una città trascurata comunica abbandono. Una città più ordinata, più curata e più dignitosa migliora la vita di chi ci abita ogni giorno e rende Tempio più credibile anche per chi potrebbe sceglierla come luogo in cui vivere, investire o tornare.
Perché questo tema è così importante?
Perché questi aspetti incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone. Parcheggi, qualità degli spazi pubblici, manutenzione, ordine urbano e decoro influenzano ogni giorno il rapporto che i cittadini hanno con Tempio e il modo in cui la città viene percepita, vissuta e attraversata.
Che cosa significa, per voi, parlare di decoro urbano?
Per noi il decoro urbano non è un fatto superficiale o estetico. È una questione di qualità della vita, dignità dello spazio cittadino e migliore fruizione degli spazi comuni. Per questo nel programma proponiamo un vero Piano del Decoro urbano e della Manutenzione degli Spazi Pubblici, che riguardi non solo il centro ma anche i quartieri e le frazioni.
Su che cosa volete intervenire concretamente?
Vogliamo lavorare su una riqualificazione urbana vera, affrontando con più decisione temi molto concreti:
- la gestione dei parcheggi nel centro storico e nelle aree residenziali
- il miglioramento delle pavimentazioni stradali e pedonali
- la qualità e la funzionalità degli spazi pubblici
- il verde urbano, i parchi e le aree gioco
- gli elementi di arredo urbano
Che cosa proponete sul tema dei parcheggi?
Parliamo di una riorganizzazione del sistema dei parcheggi, liberi, a pagamento o riservati, soprattutto nelle aree residenziali e nel centro storico. L’obiettivo è studiare anche soluzioni dedicate ai residenti che non dispongono di spazi privati per la sosta.
Che cosa significa migliorare davvero la qualità della città?Significa riportare più cura, più coerenza e più armonia nel modo in cui Tempio si presenta e viene vissuta. Significa valorizzare davvero il centro storico, ma anche intervenire sulle parti più trascurate della città, rendendo gli spazi più funzionali, più belli, più ordinati e più facili da vivere.
Avete individuato delle priorità precise nel programma?
Certo, le priorità sono:
- i cinque accessi stradali alla città, che dovranno essere riqualificati con interventi strutturali e identitari
- le pavimentazioni stradali e pedonali, con maggiore equilibrio tra vie principali e periferiche
- le aree verdi e i parchi gioco, con cura del verde esistente e nuove piantumazioni
- gli elementi di arredo urbano, che contribuiscono a rendere la città più accogliente e più dignitosa
Il tema non riguarda quindi solo il centro storico?
No. Il centro storico è centrale, ma il tema riguarda tutta la città. Parliamo chiaramente di una pianificazione del territorio che comprenda anche le frazioni, perché la qualità urbana non può essere a macchia di leopardo. Tempio non può continuare ad avere zone curate e zone lasciate indietro.
Che rapporto c’è tra riqualificazione urbana e identità della città?Un rapporto diretto. Riqualificare bene non significa rifare in modo casuale o standardizzato. Significa rispettare il patrimonio edilizio esistente, valorizzare il paesaggio urbano e mantenere un’armonia coerente con il carattere di Tempio. La città deve migliorare senza perdere ciò che la rende riconoscibile.
Qual è l’obiettivo finale?
Una città che offra a residenti e visitatori spazi migliori, più qualità urbana e una sensazione concreta di maggiore cura.
Attività produttive, ambiente, lavoro e sviluppo
Per noi parlare di attività produttive non significa limitarsi a citare commercio, imprese o lavoro in modo generico.
Come può Tempio tornare a essere un punto di riferimento economico vero per l’Alta Gallura, valorizzando ciò che ha, ciò che produce e ciò che sa fare?
Nel video, Maria Mureddu richiama con forza un principio: un sistema che funziona è un sistema capace di valorizzare tutte le sue risorse. Ambiente, paesaggio, agricoltura, allevamento, artigianato, commercio, tradizione produttiva e nuove competenze non possono essere trattati come comparti separati o lasciati senza una direzione. Per questo il nostro piano operativo mette insieme identità, impresa, formazione, opportunità e visione di sviluppo.
Qual è la vostra idea di fondo su attività produttive, lavoro e sviluppo?
La nostra idea di fondo è che Tempio debba tornare a svolgere un ruolo di stimolo per lo sviluppo economico dell’Alta Gallura. Non può limitarsi ad amministrare l’esistente o a rincorrere le emergenze. Deve tornare a essere un centro capace di orientare crescita, collaborazione tra istituzioni e imprese, e nuove opportunità per il territorio. Per farlo serve una programmazione seria, continua e credibile.
Perché nel video Maria insiste tanto sul concetto di sistema?
Perché un sistema che funziona non disperde le sue risorse: le valorizza. Tempio e il suo territorio hanno ambiente, produzioni, competenze, tradizioni e saperi che non possono più essere lasciati ai margini. Se questi elementi restano scollegati tra loro, non producono tutto il valore che potrebbero produrre. Se invece vengono messi in relazione dentro un piano serio, possono diventare lavoro, impresa, investimenti e sviluppo.
Perché date così tanta importanza all’ambiente e al paesaggio anche in chiave economica?
Perché per noi ambiente e paesaggio non sono solo beni da tutelare, ma anche risorse da valorizzare in modo intelligente. L’amore per la terra, per l’ambiente e per il territorio può generare nuove fonti di investimento, di occupazione e di reddito per l’intera comunità. È da qui che nasce una parte della nostra visione: trasformare ciò che siamo in una leva concreta di sviluppo.
Maria richiama con forza il settore agro-zootecnico. Perché?Perché è uno dei comparti più trascurati e allo stesso tempo più importanti. Allevatori, agricoltori e operatori del territorio non producono solo reddito: tengono vive le campagne, custodiscono tradizioni, trasmettono cultura e identità. Per questo riteniamo che il settore agro-zootecnico debba essere sostenuto con più decisione, anche in vista di una sua riorganizzazione e del rilancio del mattatoio zonale tempiese.
Quali sono, in concreto, i settori che volete sostenere di più?
Nel nostro programma sono centrali il settore sughericolo, il settore vitivinicolo, il comparto dell’allevamento, quello agricolo e quello dell’artigianato, anche artistico. Per noi non sono semplici settori economici, ma elementi costitutivi dell’identità della comunità. Sono saperi vivi, competenze rare, tradizioni produttive che meritano sostegno concreto, visibilità, agevolazioni e accesso ai finanziamenti pubblici.
Che cosa significa, per voi, sostenere davvero il tessuto produttivo locale?
Significa costruire un rapporto più serio e più costante tra Comune e mondo produttivo. Significa supportare le iniziative imprenditoriali già esistenti con un monitoraggio continuo, favorire una collaborazione pubblico-privato più efficace, affrontare in modo più diretto i problemi delle imprese e lavorare per creare condizioni migliori per chi produce, investe e lavora sul territorio.
Perché parlate di marketing territoriale?
Perché oggi, in un contesto di forte competizione, non basta avere risorse: bisogna saperle raccontare, organizzare e promuovere. Per questo riteniamo necessario costruire un piano di marketing territoriale ambizioso ma fattibile, coinvolgendo associazioni sindacali, datoriali e di categoria. L’obiettivo è fare in modo che Tempio e il suo territorio diventino più attrattivi anche dal punto di vista economico e produttivo.
Quale ruolo devono avere le organizzazioni di categoria?
Un ruolo centrale. Per noi è fondamentale sostenere il dialogo e la collaborazione con le organizzazioni già presenti sul territorio, come C.L.A.A.I., Confartigianato, CNA Gallura, Coldiretti e Confcommercio. Questo serve a rafforzare il contatto diretto con le imprese e ad affrontare meglio criticità, esigenze e priorità dei diversi comparti.
Nel video Maria parla anche di un marchio di qualità del territorio. Che cosa significa?
Significa lavorare per costruire un segno riconoscibile capace di riunire e rappresentare le eccellenze del territorio. Un marchio di qualità può aiutare a rendere più forte e più vendibile ciò che Tempio e l’Alta Gallura producono. È uno strumento concreto per trasformare l’identità produttiva locale in un valore riconoscibile anche all’esterno.
Che cosa volete fare per il commercio?
Vogliamo lavorare con più puntualità e continuità alla programmazione delle attività cittadine, soprattutto quelle che sostengono il lavoro dei commercianti. Vogliamo anche elaborare forme di incentivazione e facilitazione burocratica per chi vuole insediarsi nel nostro territorio, sostenendo così nuove attività e nuove opportunità economiche.
Avete previsto misure anche per rivitalizzare il centro storico?
Sì. Nel nostro programma c’è la volontà di rilanciare il settore dell’artigianato rivitalizzando il centro storico di Tempio Pausania, anche attraverso una fiscalità di vantaggio per botteghe e laboratori. Per noi il centro storico deve tornare a essere non solo un luogo da attraversare o conservare, ma anche uno spazio produttivo, vivo e attrattivo.
In che modo turismo e attività produttive devono dialogare?
In modo molto più stretto di quanto sia avvenuto finora. Per questo proponiamo di collegare l’Ufficio Turistico alle aziende del territorio, così da creare un rapporto più diretto tra promozione, offerta locale e sistema produttivo. Chi arriva a Tempio deve poter entrare in contatto anche con ciò che il territorio produce davvero.
Perché insistete tanto sulla formazione e sulle nuove generazioni produttive?
Perché la vera scommessa è questa: non limitarsi a difendere ciò che esiste, ma fare in modo che abbia continuità nel tempo. Per questo vogliamo promuovere laboratori permanenti, attività formative, tirocini mirati, apprendistato e percorsi che coinvolgano giovani, studenti e aspiranti operatori. L’idea è creare luoghi vivi di incontro tra maestri e nuovi talenti, in cui le tecniche tradizionali possano essere insegnate, sperimentate e reinterpretate in chiave contemporanea.
Avete pensato anche a giovani, donne e NEET?
Sì. Vogliamo favorire la cultura d’impresa e la cooperazione sociale con particolare attenzione al mondo giovanile, femminile e ai NEET, cioè ai giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione. In collaborazione con gli enti di formazione del territorio, vogliamo costruire azioni concrete per favorire imprenditorialità, inserimento e autonomia.
Nel programma compare anche l’Università enogastronomica. Che cosa rappresenta?
Rappresenta un’idea di sviluppo che mette insieme territorio, formazione, qualità produttiva e identità. È una proposta che nasce dentro una visione più ampia: fare in modo che Tempio valorizzi meglio le proprie eccellenze, le trasformi in competenze riconosciute e le usi anche per costruire nuove opportunità economiche e formative.
Qual è il punto più politico che Maria mette sul tavolo nel video?Che non si può continuare a navigare a vista. Questo è il cuore del ragionamento. Non basta riempire un calendario o produrre qualche contenuto occasionale. Serve una programmazione seria, pensata come strumento di lavoro efficace, capace di rendere il territorio più attrattivo e di costruire uno sviluppo vero, non solo dichiarato.
Qual è l’obiettivo finale di questa parte del programma?
L’obiettivo è dare a Tempio e al suo territorio una direzione di sviluppo chiara per i prossimi cinque anni, pensando però ai prossimi vent’anni. Vogliamo un Comune più vicino alle imprese, alle famiglie, alle frazioni e al territorio, capace di sostenere innovazione, lavoro e crescita, senza perdere il legame con la propria identità.
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